Il 17 giugno dell'anno 827,
genti di diversa origine (Arabi, Berberi, Spagnoli, Egizi, Siri, Persiani)
ma accomunate dalla religione musulmana, sotto il comando del giurista
settantenne Asad ibn al Furat, sbarcano a Mazara del Vallo,
intraprendendo una guerra di conquista della Sicilia che si concluderà
dopo oltre un settantennio.
Agrigento viene presa per la prima volta nell' 829; saccheggiata e
forse completamente distrutta, fu definitivamente occupata nell'840
e ripopolata prevalentemente
da Berberi delle tribù di Howwara e di Wedzagia,
che ne fanno la loro capitale e vi rimangono fino alla loro espulsione
dall'Isola nel 1015.
Dopo il cruento periodo della conquista, la città riassume la fisionomia
di fiorente centro agricolo e commerciale. I Musulmani introducono
la canna da zucchero "canna meli", il cotone, alcune varietà
di agrumi, i datteri, i meloni, il sommacco adatto alla concia delle
pelli e il gelso per la produzione della seta. La vicinanza alla costa
africana favorisce il commercio, il cui sviluppo rende ben presto
inadeguato il vecchio porto alla foce del fiume Akragas e necessario
il trasferimento dello scalo marittimo in un luogo più adatto dove
oggi è Porto Empedocle.
La popolazione vinta, cristiana e ebraica, non perde la facoltà di
vivere secondo le proprie leggi e le proprie credenze o il diritto
alla proprietà, ma è tenuta a pagare la gizjah, tributo annuale
di protezione e l' harag, un tributo fondiario per i poveri,
basato sulla fertilità dei campi e sulle diverse colture, che poteva
essere ridotto in caso di camalità naturali. La islamizzazione è quasi
totale per cui pochi sono i cristiani sopravvissuti quando arrivano
i Normanni.
La greca Akragas e la romana Agrigentum diviene adesso
la Kerkent arabo-musulmana che si concentra all'interno delle
sue mura su quella che oggi chiamiamo Collina di Girgenti; a nord
della città si apre la Porta dei venti o Bab-er-riiah
(Bibirria); ad ovest, la porta di Ma'ssara (Mazara)
o dei torchi per la vicinanza ai stabilimenti per la produzione
dello zucchero; oltre la cinta muraria si sviluppa il rabato,
ossia il borgo fuori la città. Sotto la porta Mazara, la Porta
del Bagno che conduce ai bagni pubblici.
Come nel resto della Sicilia islamica, fioriscono gli
studi letterari, scientifici e giuridici. Spicca tra tutti la figura
di Mohamed-ibn-el-Hasan-ibn-Alì, detto Abu Bekr er Robe'i
Al-Kirkenti, giureconsulta malikita che diede lezioni
di diritto in Sicilia e ad Alessandria.
La civiltà arabo-musulmana prospera in Sicilia fino al sec.XI, quando
cominciano a costituirsi principati arabi ribelli, le cui lotte intestine,
nel 1061, offrono ai Normanni l'occasione di intervenire militarmente
nell'isola. Kerkent, che era stata a capo di un emirato che
controllava un terzo del territorio siciliano, viene presa solo nel
1086, dopo un lungo assedio.
