Urbanistica


L’impianto urbano della città greco-romana

La città di Akragas, a partire molto probabilmente già dalla metà del VI sec. a. C. si sviluppava secondo un impianto urbanistico regolare “per strigas” (ovvero secondo strisce di isolati), in seguito ricalcato in epoca romana.

L’abitato corrispondeva all’area compresa tra l’acropoli, identificata nel punto più alto della città, l’odierna Rupe Atenea, posta a Nord e la collina dei templi, posta a Sud verso il mare, ed era articolato secondo cinque terrazzamenti che dall’alto scendevano a valle. L’indagine archeologica, supportata dalla fotografia aerea, ha evidenziato sei plateiai NE-SO (strade principali) larghe circa 7 m (la seconda e la quarta sono leggermente più ampie) tagliate ortogonalmente da circa trenta stenopoi NO-SE (strade secondarie) di 5,5 m di larghezza che disegnavano quartieri ampi quasi 35 m.

L’arteria maggiore dell’impianto e strada scenograficamente più importante, larga 12 m, era quella che conduceva dalla porta II detta porta di Gela, per giungere fino all’area del santuario di Zeus, una delle tre strutture religiose più grandi del mondo greco. Questo tempio del 480 a. C. rappresenta un riferimento cronologico certo per l’impianto urbano poiché vi risulta perfettamente inserito.

Testo © Copyright Corrado Capraro