Oratorio di Falaride


Valle dei Templi – Agorà superiore

L’edificio oggi noto come oratorio di Falaride é stato realizzato intorno alla fine del II inizi del I sec. a. C. quando l’antico ekklesiasterion di periodo classico venne completamente coperto di terra.

La letteratura archeologica, in merito a questa costruzione, ha dato nel corso del tempo varie spiegazioni: si é pensato che fosse un sepolcro di una importante famiglia romana o addirittura un heroon. L’interpretazione che attualmente viene considerata più attendibile lo vede come un piccolo edificio religioso (m. 13×9 c.a) sistemato sopra un podio caratterizzato da una piccola scala.

Il tempio detto “Oratorio di Falaride” doveva avere, secondo un uso comune dell’età ellenistica, un miscuglio di ordini architettonici: prostilo, tetrastilo con colonne ioniche che sorreggevano una trabeazione dorica con alternanza di triglifi e metope.

La cella, di piccole dimensioni (m. 6×5,30 c.a), é l’unica parte dell’edificio che é giunta fino a noi grazie al suo riutilizzo in età normanna come cappella legata al monastero che insisteva su tutto il Poggio San Nicola. Chiaramente l’utilizzo posteriore come luogo di culto cristiano presenta ancora oggi delle visibili superfetazioni: l’allargamento della porta della cella a cui venne data una forma ad arco ed una terminazione a sesto acuto, la presenza all’interno della struttura di una volta a vela e la realizzazione di un’abside nella parte est.

L’abside oggi non è più visibile ma appare raffigurata chiaramente dai viaggiatori della fine del settecento. Riguardo alla sua rimozione non esiste resoconto che la testimoni tranne il fatto che già non compare più nei dipinti dell’Ottocento, e per le motivazioni che l’hanno determinata si può solo ipotizzare un tentativo di ripristino dell’antico aspetto effettuato dai Borboni su l’impeto del movimento di pensiero neoclassico.

Testo © Copyright Corrado Capraro