Donnafugata


“Donnafugata come paese è Palma; come palazzo è Santa Margherita.. La Sicilia è quella che è; del 1860, di prima e di sempre…”

Giuseppe Tomasi di Lampedusa – Lettera al Barone Enrico Merlo di Tagliavia

I luoghi di Tomasi di Lampedusa


Il romanzo “Il Gattopardo” fu pubblicato nel 1959, un anno dopo la morte dell’ autore Giuseppe Tomasi di Lampedusa. Rifiutato da diversi editori e bocciato anche da Elio Vittorini, dopo la pubblicazione il Gattopardo ebbe un immediato successo internazionale e fu tradotto in quasi tutte le lingue del mondo. Le vicende descritte da Tomasi di Lampedusa ci mostrano una Sicilia colta in un momento di cambiamento (la caduta dei Borboni e la spedizione di Garibaldi con l’avvento del Regno d’Italia), ma nel profondo chiusa nel suo eterno immobilismo. I luoghi che fanno da sfondo al racconto sono fondamentalmente Palermo e Donnafugata, una città di fantasia nella quale ritroviamo luoghi e ambienti realmente esistenti a Palma di Montechiaro e Santa Margherita Belice.

Palermo, la città in cui Tomasi di Lampedusa nacque, visse anche se allontanandosene spesso e dove scrisse Il Gattopardo, Santa Margherita Belice, luogo in cui Giuseppe Tomasi di Lampedusa trascorse i momenti più felici della sua infanzia e della sua giovinezza, legato alla figura della madre e della famiglia Tasca Filangeri di Cutò che qui possedeva un palazzo “posto nel centro del paese, proprio nella Piazza ombreggiata, si stendeva per una estensione immensa e contava tra grandi e piccole trecento stanze..” Palma di Montechiaro, intimamente legata alla storia della famiglia Tomasi che da Palma traeva il suo titolo nobiliare. Tomasi la visitò due volte, la prima soltanto nel 1955, quando già aveva intrapreso la stesura del romanzo. Dalla visita a Palma trarrà ispirazione per alcune delle pagine più conosciute del libro.

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