Le chiese di Agrigento


Dominata, in vetta al colle, dall’antica cattedrale normanna, dedicata a San Gerlando, dal Vescovado e dal Seminario, Girgenti era la città dei preti e delle campane a morto. Dalla mattina alla sera, le trenta chiese si rimandavano con lunghi e lenti rintocchi il pianto e l’invito alla preghiera Non passava giorno che non si vedessero per via in processione funebre le orfanelle grigie del Boccone del povero: squallide, curve, tutte occhi nei visini appassiti, col velo in capo, la medaglina sul petto, e un cero in mano. Tutti, per poca mancia, potevano averne l’ accompagnamento;…

L. Pirandello I vecchi e i giovani*

Cattedrale di San Gerlando: “E in un’altura il tempio principato decorato di cattedra vescovile, sacro dall’anno 1301 a S. Gerlando primo Vescovo della città dopo scacciali i Saraceni ed avuto dai cittadini a singolar patrono; unito a questo è l’ampio e decentissimo palazzo vescovile, nò lungi di là sorge nel luogo il più elevalo verso Oriente una fortezza munitissima un tempo, e fatta costruire, come si dice, da Gualtieri successore di Gerlando, contro le irruzioni dei Saraceni” .

Chiesa Santa Maria dei Greci:  “La Chiesa di S. Maria dei Greci finalmente è costruita sugli avanzi di un Tempio creduto per la sola voce tradizionale di Giove Polieo. del quale si osservano in parte dall’esterno verso settentrione i primi ranghi di pietra che componevano il fusto scanelalo delle colonne; la strada sovrapposta copre una parie dello stilobata coi gradini però ben conservati. Racconta Polieno che avendo apprestato gli Agrigentini a Falaride delle somme a compirlo, se ne servi egli ad usurpar la tirannide della città

Chiesa di Santo Spirito e annesso Monastero (Bataranni): “Dei monasteri di monache è insigne il soprannominato Grande, d’istituto Cistercense, nella Chiesa di S. Spirito, ascritto ai Chiaramente dal Fazello e dal Pirri, ma detto a buon dritto dall’Inveges opera di Marchisia Prefoglio madre di Manfredi Conte di Modica, come si ha dalla carta della fondazione del 1299; eran soggette le monache nel principio all’Abate del Cenobio di Casa di mare, or ne spetta la cura al Vescovo

Chiesa di San Domenico: “Fabbricarono nel medesimo sobborgo (Rabatello) Federico Chiaramonle, ed i fratelli di lui nel 1315 un convento ai monaci di S. Domenico, che spicca oggi dentro le mura verso la piazza maggiore, non solo per gli edifizii ma per la regolare osservanza e la esimia dottrina dei monaci

Chiesa di San Pietro: “Distinguonsi tra le chiese, le parrocchie di S. Michele e di S. Pietro, che si hanno curati proprii

Chiesa Santa Croce: “(chiesa) S. Croce nel sobborgo, sotto il dritto della chiesa cattedrale, nella quale poi è il maestro cappellano uno dei canonici secondari alternativamente, e per un anno sostiene la carica

Chiesa di San Giuseppe e Oratorio di San Filippo Neri: L’oratorio finalmente di S. Filippo Neri eretto nel 1636 per opera di Antonio Antinoro pio Sacerdote, nell’antichissima ma piccola Chiesa di S. Giuseppe, ridotta in forma più ampia, oggi splendidamente presentasi non lungi dal foro.

*Nel suo romanzo storico “I vecchi e i giovani” Luigi Pirandello così accenna all’atmosfera oscuramente clericale di Girgenti e fa riferimento a 30 chiese. Chiese e monasteri di Girgenti fanno spesso da sfondo a novelle e romanzi dell’illustre scrittore agrigentino. Una descrizione più precisa delle chiese della città si trova nel Dizionario topografico di Vito Amico (tradotto da Vincenzo Mortillaro).