Nel 535 le armate dell'Impero Romano d'Oriente,
guidate dal generale Belisario, nel corso della guerra c.d.
greco-gotica, sbarcano in Sicilia, conquistandola rapidamente: comincia
così, sotto il regno dell'imperatore Giustiniano, la dominazione bizantina
dell'isola, contrassegnata, almeno nel suo primo secolo, da una certa
tranquillità, che comunque non ne arresta la decadenza. Fra il VI
e il VII secolo Agrigento mantiene una discreta vitalità in alcuni
quartieri dell'abitato ellenistico romano, il suo porto continua ad
essere frequentato fino agli anni precedenti la conquista musulmana,
e, oltre all'Emporium, pure sopravvivono popolosi sobborghi nelle
vicinanze.
Ed è proprio in uno dei sobborghi della città, detto dei Pretoriani,
che nel 559 nasce Gregorio, dagli agiati e pii agrigentini
Caritone e Deodata; al compimento degli otto anni, questi ultimi lo
presentano all'allora vescovo Potamione, affinchè fosse educato 'nella
pietà e nelle lettere'. A 19 anni, sentendosi attirato dalla vita
monastica e spinto dal desiderio di visitare la Terrasanta, si reca
a Gerusalemme dove si fa monaco e si dedica alle sacre lettere con
profitto; da qui si spostò a Costantinopoli e quindi a Roma nel monastero
di S.Saba dove ebbe modo di mostrare la sua sapienza e insigne dottrina.
Rimasta vacante la sede del vescovado di Agrigento, ed essendoci diverse
fazioni in lotta per la successione, fu il Papa stesso che designò
vescovo l'allora trentunenne Gregorio. Le fazioni opposte del clero,
cessarono ogni ostilità, alleandosi contro di lui e calunniandolo,
accusandolo di una relazione con una donna di facili costumi. Tradotto
in carcere a Roma, dopo un processo che durò due anni, Gregorio venne
assolto, tornò ad Agrigento a esercitare il suo vescovado, e qui morì
nel 630. San Gregorio Akragantino è senz'altro la figura più rappresentativa
della cultura agrigentina del periodo bizantino, sopratutto per la
sua esegesi all'Ecclesiaste, ritenuto il più difficile libro della
Bibbia, che lui interpreta in modo del tutto originale mostrando grande
dottrina e profonda conoscenza della filosofia greca e di Aristotele
in particolare.
E' da attribuire proprio a S.Gregorio la trasformazione in chiesa
del tempio detto della Concordia, essendo stata la preesistente
cattedrale profanata dall'usurpatore Lucio, e quindi, inconsapevolmente,
permise la conservazione del suddetto monumento fino ai nostri giorni,
mentre gli altri templi vennero sistematicamente distrutti nello stesso
periodo storico. Furono i Bizantini, infatti, che introdussero in
Sicilia un editto emanato dall'imperatore Teodosio nell'anno 393,
che prevedeva la distruzione dei templi pagani,o la loro eventuale
trasformazione in chiese cristiane; possibilità, quest'ultima, di
cui ad Agrigento beneficiò, appunto, soltanto il tempio della Concordia...
Finchè il Mediteranneo centrale rimase saldamente sotto il controllo
bizantino, Agrigento godette se non di prosperità, quanto meno di
sicurezza; ma quando, a partire dala seconda metà del VII secolo,
si fecero più intense le scorrerie dei musulmani stanziatisi in nordafrica,
la popolazione si spostò gradualmente a vivere su quella parte della
città corrispondente all'antica acropoli e lungo le sue pendici, dando
origine ad un insediamento trogloditico meno appariscente e più facilmente
difendibile (nella contrada oggi denominata "balatizzo").
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sulla civiltà bizantina