Lą
dura un vento che ricordo acceso
nelle
criniere dei cavalli obliqui
in
corsa lungo le pianure, vento
che
macchia e rode l'arenaria e il cuore
dei
telamoni lugubri, riversi
sopra
l'erba. Anima antica, grigia
di
rancori, torni a quel vento, annusi
il
delicato muschio che riveste
i
giganti sospinti gił dal cielo.
Come
sola nello spazio che ti resta!
E
pił t'accori s'odi ancora il suono
che
s'allontana verso il mare
dove
Espero gią striscia mattutino
il
marranzano tristemente vibra
nella
gola del carraio che risale
il
colle nitido di luna, lento
tra
il murmure d' ulivi saraceni.