Le storie di Andrea Camilleri sono
ambientate tra Vigata e Montelusa, luoghi immaginari che non si trovano sulla
carta geografica ma che geograficamente si collocano nel territorio compreso tra
la collina di Girgenti e il mare africano. Lo stesso scrittore li ha definiti
luoghi semifantastici che "esistono come struttura toponomastica di base"
per tenere in qualche modo sotto controllo i personaggi ma i cui confini sono
a geometria variabile per soddisfare al meglio le esigenze della narrazione. Luoghi
che esistono veramente - Porto Empedocle - Vigata con le sue strade, fabbriche
in disuso, la Mannara, il faro, lo scoglio piatto, la Salita Granet, la spiaggia
di Marinella, il molo di levante, il commissariato di via Lincoln, il Monte Crasto,
il Ristorante San Calogero e la Trattoria da Enzo, le colline di bianca marna
e Girgenti - Montelusa con la questura, il quartiere Rabato- ma che si
allargano e dilatano fino a inglobare vicende e fatti di altri paesi siciliani
e quindi finiscono col diventare paragdimatici della Sicilia stessa. In questo
senso Vigàta può essere definito come il "centro più
inventato della Sicilia più tipica".
In questo territorio letterario
e universale, ma geograficamente cartterizzato, facilmente riconoscibile, si muovono
agevolmente i personaggi storici e moderni di Camilleri (Zosimo "re di Girgenti",
Montalbano, Catarella, Mimì Augello) e diventano reali e plausibili le
storie più fantastiche e paradossali